Nelle infinite e spesso inutili disquisizioni intorno a sesso, amore e BDSM, io sento di collocarmi fra coloro che credono in un rapporto completo da ogni punto di vista. Mente, corpo, cuore e anima sono per me inscindibili ed è proprio dalla loro armonia che traggo il piacere più vero.

So che ai più le mie idee possono risultare utopistiche, ma so anche che non lo sono affatto.

Ho iniziato a capire quanto mi stuzzicasse questo modo di vivere il sesso fin dalla mia adolescenza: alle scuole medie andavo in biblioteca con i miei amici e mentre loro sfogliavano sghignazzando il "Manuale del sesso", io mi gustavo Valentina nei fumetti di Crepax.

A 14-15 anni disegnavo a matita su fogli di carta le mie fantasie, e più tardi, leggendo De Sade, mi sorpresi della loro somiglianza con le immagini descritte nei suoi racconti. Mi avvicinavo al sesso in modo molto libero e gioioso, le mie prime esperienze furono assolutamente "normali" e assolutamente piacevoli, ma sentivo in me la curiosità, la passione, il desiderio di spingermi oltre.

A 19 anni ebbi la fortuna di farlo. Con una ragazza splendida, di cui mi innamorai e con la quale cominciai a vivere e condividere ciò che fino ad allora avevo solo immaginato. Ad ogni situazione che proponevo, ad ogni fantasia che realizzavo con e su di lei, il grado di eccitazione aumentava in entrambi, la voglia di andare avanti pure. Abbiamo scoperto insieme quanto ci piacesse il BDSM (sigla, questa, che scoprii molto più tardi sul web), quanto a me piacesse sottometterla, dominarla, schiavizzarla, e quanto a lei piacesse che io lo facessi. E' stato il mio primo grande amore, la mia prima vera donna, la mia prima schiava.

Tutte le esperienze che ho fatto da allora, lunghe relazioni o brevi avventure che siano, le ho volute io, le ha volute chi è stata con me, sono state vissute sempre all'insegna della condivisione, della fiducia, della serietà, dell'intelligenza e del rispetto reciproco.

Ho conosciuto il BDSM respirandolo a pieni polmoni attraverso vita reale: mi auguro in queste pagine di riuscire a trasmettere, almeno in parte, le emozioni che provo.